Un altro pianeta. L’Islanda.

L’Islanda.Un altro pianeta. Non si vedono auto, non si vede traffico, niente semafori, niente clacson, nessun rumore di strada.

Natura. Soltanto natura.

Se decidete di seguire la R1 e avete tempo a sufficienza (vi bastano una settimana-10 giorni), una deviazione obbligatoria va per la penisola di Snaefellness.

Superata Borgarnes, alla punta occidentale dell’isola, campi di lava, spiagge nere, oceano. E lo Snæfellsjökull , protagonista del Viaggio al centro della Terra di Jules Verne. Tutto ricorda l’origine vulcanica dell’Islanda.

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Il poco tempo a disposizione e la neve non ci hanno permesso di visitare i fiordi orientali, e la tappa successiva è stata Akureyri. Siamo a Nord, le temperature rigide si fanno sentire. Ma il vento, che troverete spesso, si è calmato. Riusciamo anche a goderci un gelatino al Brynja, un baretto-gelateria poco fuori dal centro. Entrerete, non gli darete due soldi, non capirete nulla di cosa c’è scritto sui cartelli, ma ne uscirete davvero soddisfatti. Promesso.

La seconda città più grande d’Islanda, dopo Reykjavik, è brulicante di vita. Arriviamo da chilometri di strade deserte, qui ci accolgono tanti localini e ostelli colmi di sciatori. Ci fermiamo solo per la notte. La nostra meta è la regione del Myvatn, e i chilometri da macinare non pochi. La Hringvegur è  ben segnalata, e basta poco per girare l’angolo e trovare meraviglie. Così succede per Goafoss, la cascata degli dei, che si trova proprio sulla strada verso il Myvatn. Nelle sue acque sarebbero stati gettati i simulacri delle divinità pagane, in seguito alla decisione dell’assemblea nazionale di abbracciare la fede cristiana.

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Abbiamo già percorso 900 km dal nostro arrivo, e siamo finalmente arrivati alla regione del Myvatn. Noi i prati intorno al lago non li abbiamo visti, ma lo spettacolo invernale ci ha comunque ripagati. Anzi.

Oggi è il primo aprile. Siamo stati fortunati. E’ stato il nostro unico giorno di pioggia. Siamo in uno dei luoghi più affascinanti dell’isola. A parer mio, ti lascia senza fiato.

Si tratta di Jökulsárlón e della laguna di iceberg. Qui non potere scattare una foto uguale all’altra. Gli iceberg si muovono e cambiano angolazioni, scivolano lentamente verso la sabbia nera prima di essere catturati dall’oceano. Ci vogliono sino a cinque anni perché dalla laguna arrivino alle onde dell’Atlantico, a poche centinaia di metri di distanza.

Foche, pesci, uccelli. Se sarete fortunati li vedrete da vicino.

Vale la pena, percorrendo la R1, fermarsi a vedere da vicino una lingua di ghiaccio. Ce ne sono decine, ma una delle più facilmente raggiungibili è Svinafell. Si trova ad una deviazione della strada principale, si parcheggia la macchina in modo agevole e si percorre un sentierino a piedi di poche centinaia di metri.

Qui sarete molto, molto vicini all’enorme distesa di ghiaccio del Vatnajökull.

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Se continuate la R1 verso ovest, i paesaggi cambiano radicalmente.

Dopo chilometri di freddo e neve, vi troverete nel bel mezzo di prati verdi, cavalli, cascate e geyser. Spiagge nere e colonne basaltiche.

Siamo arrivati a Vik. Qui due spiagge valgono la pena essere visitate.  Sono Dyrhólaey e Reynisfyara. Un arco di roccia sull’oceano da una parte, sabbia nera e colonne di basalto dall’altra. Si dice che qui, da aprile in poi, si trovino colonie e colonie di pulcinelle di mare, quei buffi uccelli che troverete sotto ogni forma e gadget nei negozi di souvenir.

Il buio cala verso le 21.00. Abbiamo ancora tempo per visitare due cascate che si trovano a poca distanza. Si tratta di Skogafoss e Sejalandfoss. La prima ha un salto di sessanta metri, visibile anche salendo una ripida scalinata. Per la seconda invece, la cascata liquida, potete avventurarvi nella stradina che passa dietro al salto. E tornare bagnati fradici!

E’ l’ultimo giorno. Risaliamo la Hrinvegur sino al circolo d’oro. Siamo a Gullfoss di prima mattina, quando ancora i pullman ci lasciano un pò di quiete per goderci lo spettacolo. Poco vicino si trova il parco di Geysir, e l’omonimo Geysir, da cui tutti i fenomeni di questo tipo hanno preso il nome. L’unico attivo nelle vicinanze è lo Stokkur. Vi basterà piazzarvi li davanti per una decina di minuti per vederlo esplodere dalla terra fumante.

Il circolo d’oro prevede un’ultima tappa. E’ Þingvellir, la sede del primo parlamento islandese. Vi sembrerà di camminare in un sentiero qualsiasi tra le rocce, ma in realtà vi trovate nel bel mezzo di due placche tettoniche. Se vi girate da una parte avete quella nordamericana, dall’altra potete toccare quella euroasiatica.

Reykjavík l’abbiamo vista solo di passaggio. Un fish & chips veloce, casette colorate, negozi di souvenirs, viuzze caratteristicamente nordiche. Siamo diretti alla Blue Lagoon, prima di imbarcarci per l’Italia.

Come leggerete sulle guide, è consigliabile andare alla laguna prima o dopo un volo. Si trova vicinissima all’aeroporto e le sue acque vi lasceranno una sensazione di benessere per un paio d’ore.

Ricapitolando le nostre tappe:

Giorno 1: Keflavik-Borgarnes-Arnastapi-Hellnar-Djúpalónssandur-Olafsvik (350km)

Giorno 2: Grundarfjörður-Stykkisholmur-Akureyri (435 km)

Giorno 3: Goðafoss-Myvatn-Hvrir-Krafla-Reykjahlíð (165 km)

Giorno 4: Dettifoss-Selfoss-Egilsstaðir-Seyðisfjörður-Djúpivogur (422 km)

Giorno 5: Höfn-Jökulsárlón (238 km)

Giorno 6: Svinafell-Dverghamrar-Kirkjubæjarklaustur-Vik-Skogafoss-Seljalandfoss-Selfoss (374 km)

Giorno 7: Gullfoss-Geysir, Thingvellir, Reykjavik, Blue Lagoon (265 km)

 

Se volete più informazioni, trovate il mio contatto sul blog! 🙂 

5 pensieri su “Un altro pianeta. L’Islanda.

  1. Elisa

    Ciao Sabrina,
    che bella descrizione e bellissime foto!!! :-).. sono anni che vorrei andare a vedere l’Islanda ma poi scelgo sempre altre mete… chissà magari un giorno…
    Ciao ciao

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  2. Simone

    Sono stato anche io in questo posto magico ormai nel lontano 2003..Ho viaggiato da Keflavik fino ad Hofn e continuo a sentire la mancanza di questo paese..Vorrei tornarci da troppo tempo perche’ tutto cio’ che e’ Islanda per me e’ vita..Complimenti sinceri per la tua descrizione..Curata e dettagliata..

    Piace a 1 persona

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