Canada e WHV: l’ho fatto!Come?

Ebbene si, l’ho fatto. Mi trovo a Toronto, a più di 6000 chilometri da casa, in una detached house dove per entrare si passa dalla porta sul retro.

E’ abitata da persone di qualsiasi nazionalità, rispecchia il multiculturalismo di questa metropoli.

Mi ci è voluto tempo per chiedere il visto, un pò la paura dell’ignoto, un pò la consapevolezza di essere sola dall’altra parte dell’ oceano. E’ stato un attimo di incoscienza (o forse un momento di imprevista saggezza!!) durante un’escursione in montagna a  farmi prendere la decisione.

Sono in Canada!

Ma come ci sono arrivata?

Partiamo dall’inizio.

Innanzitutto, per ottenere il working holiday visa bisogna avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, cittadinanza italiana e un pò di fortuna. Il Government of Canada apre una pool in alcuni periodi dell’anno. Una sorta di vasca virtuale in cui i candidati possono aspirare a ottenere il visto lavorativo. Quindi, prima cosa da fare: controllare il sito ufficiale del governo. Potete anche iscrivervi ai numerosi gruppi presenti in facebook sull’argomento.

Secondo passo: iscriversi alla pool. Si comincia creando un profilo (Immigration/My application/Sign in or create an account/Continue to GCKEY) e rispondendo ad un pò di domande su chi si è.

A questo punto, inviata la richiesta, occorre aspettare. La mia prima risposta è arrivata dopo un mese. Mi chiedeva di inviare un’ulteriore documentazione e di pagare 250 dollari canadesi per l’ottenimento del visto.

Così ho fatto, in tempi non altrettanto lunghi. Si hanno solo 20 giorni per procurare tutto il necessario.

Cosa richiede il governo canadese?

  • Una foto recente
  • Fotocopie di tutte le pagine del passaporto
  • Cv o resumè in inglese/francese (se prevedete di trasferirvi in Quebec, ad esempio.)
  • Certificato del casellario giudiziale
  • Certificato dei carichi pendenti
  • Family form (scaricabile online)
  • Eventuali altri documenti (patente, lauree, certificati etc.)

Il tutto tradotto in inglese. Ma non si può fare a casa con pc e dizionario. Per queste scartoffie burocratiche ci vuole un traduttore certificato.

Se ne trovano in internet o nell’albo della vostra città. Io ho fatto riferimento a Francesca Botti, è stata molto veloce ed efficiente. È costata una settantina di euro. I certificati (casellario e carichi pendenti) sono reperibili in tribunale con due marche da bollo. Un’altra quarantina di euro. Li ho ottenuti in pochi giorni.                                Se avete vissuto per più di sei mesi in un altro Paese, dovrete procurarvi anche quelli.

Inviato tutto, un’altra attesa. Un mese circa.

Quando ho letto la mail del governo che enunciava di aver accettato la mia richiesta ero a Kathmandu.

Ho realizzato la notizia, mi sono agitata, ho preso un volo, mi sono agitata di nuovo e sono partita.

Ci sono!

Sono in Canada. E no, non sono più agitata.

Solo molto entusiasta.

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